Piccoli suggerimenti per uscire vivi dai terribili 2 anni

Con questo articolo vogliamo dare qualche spunto per gestire i capricci dei “terrible twos” e per affrontarli senza perdere la pazienza. Ma per approfondire l’argomento vi consiglio di partecipare al seminario informativo che si terrà il 26 Luglio !

Innanzitutto citiamo la mitica Maria Montessori, che riteneva che fino a tre anni d’età un bambino non è in grado di obbedire volontariamente ad un comando a meno che esso sia in sintonia con il proprio volere. Solo a partire dai tre anni questa capacità si sviluppa attraverso l’autodisciplina.

 

  1. DARE AL BAMBINO OPPORTUNITA’ DI FARE DA SE’

Dovete comprendere che vostro figlio sta crescendo ed è alla ricerca della propria personalità, del proprio io e per farlo esercita la propria volontà: è un fatto normale e sano.

Cercate piuttosto di guidare questa forza verso attività costruttive, dando al bambino occupazioni reali, piccole responsabilità dove possa riuscire e dimostrare a noi e a sé stesso che sta diventando grande: chiedetegli di aiutarvi a portare la spesa, lasciate che sia lui ad aprire la porta di casa con le chiavi, dategli la possibilità di scegliere i propri abiti (magari tra una proposta limitata in modo che non voglia uscire in costume d’inverno), dategli la responsabilità di innaffiare una piantina, la sua pianta!

 

Vi posso assicurare che il vostro bambino diventerà presto il vostro miglior aiutante: chiedetegli di farvi dei piccoli servizi e fatelo con la stessa cortesia e serietà che utilizzereste con un adulto. I bambini sono gli essere umani più generosi e amorevoli con cui possiate avere a che fare. Attraverso il lavoro con voi apprenderà che è capace di fare delle cose, che è utile alla famiglia e che può donare agli altri come vi vede fare con lui.

 

  1. METTETEVI NEI SUOI PANNI

Nei momenti duri, quelli in cui si oppone a voi, cercate di comprenderne le ragioni profonde e invece di combattere l’atteggiamento e piegare artificialmente la sua volontà, spostate l’attenzione lontano dal problema sorto e cercate di proporgli un’alternativa che gli sia accettabile. Ad esempio se non vuole assolutamente mettere le scarpe per uscire e voi siete di fretta, invece di obbligarlo con la forza, spostate la richiesta: “Vuoi le scarpe blu o quelle rosse?”, “Apri tu l’auto della mamma? Per farlo dobbiamo uscire e per uscire servono le scarpe”.

 

  1. UTILIZZATE L’EMPATIA

Il dottor John Medina nel suo libro “Naturalmente intelligenti”, ci insegna come l’uso dell’empatia possa risolvere la maggior parte dei conflitti tra genitori e figli. Egli ci fa l’esempio della piccola Emily di due anni che, in coda all’ufficio postale con la mamma, comincia a fare i capricci perché vuole un bicchiere d’acqua. Invece di dire alla bambina che non è possibile ottenere dell’acqua in quel momento, oppure di dirle di smetterla e star zitta, Medina ci riporta il consiglio seguente, riconoscendo le sensazioni della bambina ed esprimendole empatia: “Hai sete, vero? Sarebbe proprio bello poter bere un bel bicchierone di acqua fresca. Vorrei tanto che la fontanella funzionasse, così ti tirerei su prendendoti in braccio e potresti bere finché vuoi”. L’empatia esercita un effetto calmante e il bimbo si sente compreso, allo stesso tempo capisce l’impossibilità del genitore di realizzare il suo desiderio nonostante ci sia la volontà di farlo. Se anche questa tecnica non funziona, come è molto probabile, l’alternativa è quella di trovare qualcosa di interessantissimo che la possa distrarre.

 

  1. DEDICATEGLI IL TEMPO NECESSARIO

Al giorno d’oggi siamo tutti genitori super impegnati tra famiglia, il lavoro, la casa e gli impegni sociali. Spesso ci troviamo a dover scegliere quello che vorremmo fare e quello che invece dobbiamo fare e, a volte, ci vediamo costretti a trascurare i nostri bambini per poter preparare la cena o pulire la casa. Per un adulto tutto ciò è comprensibile, ma agli occhi di un bambino, non è facile da accettare che quando vorrebbe giocare con la mamma, lei non può mai e ciò gli crea parecchia frustrazione che si trasforma il “capricci” o atteggiamenti negativi volti a richiamare la nostra attenzione e soprattutto a farci smettere di fare ciò che invece dovremmo fare!

Pensare di poter cambiare totalmente la routine familiare è impossibile a sarebbe un consiglio senza senso.

Quello che però vi consiglio è di trovare un momento da dedicare al vostro bambino prima di occuparvi delle vostre faccende. Spiegategli che dovrete fare questo e quello ma che prima vorreste stare insieme per, ad esempio, leggere un libro, fare un’attività o un gioco insieme. Egli sentirà che, nonostante siate occupati, il vostro primo pensiero va verso di lui. Se poi vi è possibile, coinvolgetelo nelle faccende di casa dandogli la possibilità di partecipare al vostro lavoro invece di escluderlo. La torre montessoriana, ad esempio, è uno sgabello che ha le necessarie protezioni e che aiuta il bambino a fare semplici attività in cucina.

 

  1. PREPARATE L’AMBIENTE

Un altro punto essenziale per aiutare il bambino ad essere autonomo e quindi ad opporsi il meno possibile al genitore risiede nella preparazione dell’ambiente. In un ambiente non adatto a lui è impossibile per il bambino di occuparsi di sé da solo, creandogli una grande frustrazione a causa del divario tra la sua voglia di essere grande e l’impossibilità di far da solo. Più l’ambiente è di facile utilizzo per lui, più sarà grande la sua voglia di utilizzarlo e di fare con voi.

 

E comunque, state tranquilli, è una fase naturale e spontanea. Nonostante vi sembri che le persone vi giudichino e che tutti davanti ai capricci del vostro duenne impazzito vi reputino una cattiva madre, sappiate che TUTTI I GENITORI prima o poi si troveranno ad affrontare la stessa vostra situazione. Mal comune mezzo gaudio.

Lo dimostra questa foto. Anche davanti ad Obama i terrible twos non risparmiano nessuno! Mostrate questa foto a vostra suocera quando vi fa la paternale.

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