Boy and girl looking at a photo album

Nuovi nonni e nuove famiglie

Ormai è una realtà, soprattutto in Italia: quando non sono con i genitori o a scuola, il 66,4% dei bambini fino a 13 anni è affidato ai nonni. Molti studi evidenziano i benefici dell’intervento dei nonni in termini di aumento della fecondità delle più giovani generazioni e facilitazione della partecipazione femminile al mercato del lavoro. I nonni, dunque, svolgono un ruolo importante nell’economia italiana per garantire alle donne la conciliazione di lavoro e maternità e spesso sopperiscono a servizi di cura dell’infanizia mancanti o troppo costosi.
Affidare i propri figli ai nonni spesso è una necessità, ma dobbiamo considerarla anche come un’opportunità per tutti e tre (nonni, genitori e bambini). Infatti una sana relazione genitori/nonni/nipoti è fondamentale per il benessere famigliare ed apporta numerosi benefici. Si tratta di un «gioco» a tre, in cui circolarmente tutti i membri vincono o perdono:se la relazione funziona tutti ne trarranno vantaggio, ma se la relazione non funziona tutti i membri ne soffriranno in maniera circolare, bambini compresi

I benefici che i NIPOTI “guadagnano” da questa relazione positiva sono tanti: affetto e dolcezza, giochi e filastrocche antichi,valori e memoria famigliare.

Grazie all’apporto dei nonni i GENITORI riescono ad avere una gestione migliore del tempo e del denaro e l’opportunità ogni tanto di uscire da soli, riscoprendosi come coppia.
I NONNI traggono da questa relazione nuove energie e stimoli, fanno più attività fisica e sono stimolati anche dal punto di vista mentale, inoltre stare a contatto con i nipotini può generare in loro un senso di riscatto dagli errori fatti quando erano genitori ed una riscoperta della tenerezza.

I nonni sono fedeli compagni di gioco per i bambini: hanno più tempo, meno fretta dei genitori e più pazienza.Trasmettono alle nuove generazioni valori, tradizioni, esperienza, saggezza. Il loro sostegno per le giovani coppie è fondamentale a livello economico e nella gestione del tempo ed il loro contributo permette ai propri figli di realizzarsi come coppia, offrendo loro piccoli spazi di libertà dove poter curare ed accrescere la relazione di coppia senza la presenza a volte “destabilizzante” dei figli.

Tuttavia gli intoppi esistono sempre quando si tratta di relazioni familiari, ed i conflitti sono all’ordine del giorno. Un primo punto da prendere in considerazione per essere più “tolleranti” nella relazione è questo: così come i genitori stanno imparando ad essere genitori, così i nonni hanno bisogno di tempo per imparare a diventare nonni!
L’entrata nel nuovo ruolo raramente è immediata e senza scosse.
Anche se ruolo di nonno è molto più semplice e tranquillo di quello di genitore,  questo richiede un riassestamento legato alla nuova collocazione nel sistema famiglia.
D’ora in avanti i genitori sono il figlio e la nuora (o genero e figlia) e bisogna passare il testimone alla generazione di mezzo, accettando di aver fatto ingresso nella terza età.
Il primo “lavoro” psicologico che nonni e nonne devono fare nel momento in cui in famiglia arriva il primo nipotino, non è tanto nei confronti di quest’ultimo, quanto di se stessi: d’ora in poi verranno chiamanti nonno e nonna e guardati con occhi diversi.Questo non è un passaggio facile, perchè presuppone una nuova immagine di sè che non sempre viene accettata.

Ma passiamo agli errori più comuni che possono fare i nonni in una relazione triadica con i genitori ed i nipoti:

  • Tentare di sostituirsi ai genitori ed invadere il loro ruolo (farsi chiamare mamma, fare paragoni con i genitori, dare consigli non richiesti), fin dai primi giorni di vita del nipote.
  • Cercare di «sedurre» i nipoti con eccessive concessioni (riempirli di dolciumi, giocattoli).
  • Applicare metodi educativi in contrasto con quelli dei genitori o addirittura obsoleti e dannosi (un aggiornamento spesso è necessario).
  • Così come i genitori spesso tendono a rimanere figli più che genitori, altrettanto spesso, i nonni fanno i genitori dei propri nipoti e dei propri figli dimenticando di dar fiducia al loro ruolo genitoriale.
  • Colpevolizzare la madre per l’assenza in un momento importante nella crescita del proprio bambino. Questo sia quando lavora per necessità sia quando lavora per soddisfazione personale.

Gli errori più comuni dei genitori invece:

  • Considerare “nonni di serie A” e “nonni di serie B”, quando spesso a essere “di serie B” sono i nonni paterni. In qualche misura è naturale che la madre si fidi di più dei propri genitori, ma i nonni paterni spesso soffrono molto per questo essere messi in secondo piano. In caso di separazione le cose poi peggiorano ulteriormente e la coppia di nonni “svantaggiata” è sempre quella paterna, purtroppo.
  • Delegare troppo. Va benissimo chiedere ai nonni una mano mentre andate al lavoro o per organizzare una uscita romantica ogni tanto… non va bene delegare qualsiasi cosa a loro: portare il bambino dal pediatra, andare al parco, giocarci.
  • Entrare in conflitto apertamente davanti ai bambini.
  • Temere che l’affetto verso i nonni possa allontanare i nostri figli da noi. Il bambino può avere diverse figure di attaccamento ed è così intelligente (fin dai primi mesi) che saprà sempre benissimo qual è la mamma e qual è il papà.  Nessuno potrà sostituirsi a noi e per un bimbo amare anche i nonni non sottrae niente all’affetto per i genitori, anzi vuol dire avere un nido  più “caldo” e  “più ricco di piume”.
  • Dare per scontata la disponibilità dei nonni.  Può capitare di chiamarli all’ultimo momento per le emergenze (per esempio, quando i bambini sono malati e non possono andare a scuola); ma per le altre cose permettete loro di organizzarsi con un po’ di anticipo.

Il ruolo dei nonni si diversifica nelle varie fasi della vita del bambino e prevede compiti, sfide e conflitti diversi.

Nei primi giorni dopo il parto è fondamentale che mamma e papà incomincino a conoscere il nuovo arrivato, in un clima di assoluta intimità e tranquillità. Quindi…il papà dovrà prendersi almeno una settimana di ferie: lui dovrà proteggere la diade madre/bambino da intrusioni esterne e farà da filtro prendendo telefonate e gestendo le visite.
La nonna, invece che cullare il bambino e dare consigli non richiesti, dovrà capire che in questo momento il suo ruolo consiste nel «coccolare la mamma» e gestire praticamente la casa. Lavare, stirare, fare la spesa, cucinare, occuparsi degli altri figli più grandi e portare un pasto caldo.
Nella fase 0-3 anni sarà utile, soprattutto per i nonni “a tempo pieno” aggiornare le competenze di base sui seguenti argomenti:allattamento,cosleeping, gestione del pianto e del contatto, alimentazione e svezzamento, prevenzione della SIDS, sicurezza in auto,sonno, educazione al controllo degli sfinteri e spannolinamento.La generazione di nonne di oggi purtroppo sa molto poco di allattamento al seno ed ha cresciuto i figli negli anni 70, in pieno boom del latte artificiale e a suon di omogeneizzati dal 2-3 mese di vita. Inoltre era normale per loro avere un basso contatto con il bambino, lasciandolo piangere e tenedolo poco in braccio. Mamme, siate comprensive e fate un bel regalo alle vostre madri/suocere: un bel libro sull’educazione dei bambini, un libro che vi ha ispirato (vedi letture consigliate in fondo). Inoltre già dalla gravidanza, un gesto utile e carino può essere quello di farli partecipare al corso preparto, se è possibile. Solo così potrete renderli partecipi della vostra visione dell’educazione e collaborare in maniera più efficace con loro nella cura dei vostri bambini.
Dai 3 anni in su è fondamentale la gestione delle regole: è importante concordare una linea comune, che abbia però anche un piccolo margine di trasgressione.  Pasti, fuori pasto, tv, gioco, compiti, uscite (per i più grandi). Tutto va concordato a priori, ma lasciando al nonno anche un piccolo spazio di autonomia.
Assolutamente vietata la trasgressione “segreta”: «non dirlo alla mamma ed al papà» è la frase peggiore che possa uscire dalla bocca di un nonno, perché il nipote sicuramente lo dirà in qualche modo ai genitori, rovinando la fiducia. Se proprio voi nonni dovete fare un piccolo strappo alle regole imposte dai genitori, avvertiteli! Il gesto verrà apprezzato.
Spesso i genitori temono che l’eccessiva indulgenza dei nonni possa ” rovinare ” il proprio intervento educativo, ma devono capire che il rapporto che si instaura tra il bambino e il nonno si sviluppa in modo totalmente diverso da quello con i genitori.  Semplicemente, il bimbo/ragazzo saprà che dai nonni può trovare sempre qualcosa di buono, una coccola in più e maggiore tolleranza rispetto alle trasgressioni. I bambini/ragazzi hanno chiaro quando possono trasgredire le regole e quando no, soprattutto se tra genitori e nonni c’è una buona alleanza educativa.

E se i nonni non ne vogliono sapere di mettere in discussione i propri modelli educativi? Se non si risparmiano giudizi e commenti poco simpatici sul vostro modo di educare i vostri figli? Questo avviene soprattutto quando il bambino è molto piccolo ed i genitori sono particolarmente vulnerabili ed inesperti. Come fare a difendersi da commenti ed intrusioni?
Se c’è confidenza la mamma può spiegare alla propria madre o alla suocera che in quel momento ha bisogno di sostegno morale e pratico ma non di consigli, chiedendo di darle fiducia. Può chiedere aiuto al papà, che dovrà fare da filtro con gli esterni e gestire i rapporti con i nonni. Se ogni tentativo di arginare intrusioni e consigli non richiesti è stato vano…. giocare la carta del sorriso, annuire, ringraziare ed andare avanti per la propria strada. Oppure utilizzare la carta “l’ha detto il pediatra” anche se ovviamente non è vero: le nonne ed i parenti si zittiscono sempre, provare per credere.
Allo scopo di arginare critiche ed ingerenze può anche essere utile spingere i nonni a ricordare il proprio passato come genitori ed a fare una riflessione sul loro vissuto.
Vi ricordate quando siete diventati genitori voi? Vi faceva piacere ricevere in continuazione commenti, opinioni, suggerimenti, imposizioni da parte di genitori e suoceri? Si renderanno conto forse che stanno esagerando.

La “nonnitudine” è una fase della vita meravigliosa e piena di tenerezza, in cui gli anziani possono recuperare emozioni sopite ed avere una qualità della vita migliore: lasciamo con gioia che i nostri figli amino i propri nonni, perchè i bimbi sono preziosi per il loro benessere, ma soprattutto perchè i nonni sono fondamentali per la crescita affettiva dei nipoti.

Letture consigliate, per voi genitori ma soprattutto per questi fantastici nonni:

Arrivano i nonni- Anna Oliverio Ferraris (Rizzoli)
Nuovi nonni per nuovi nipoti- Silvia Vegetti Finzi (Mondadori)
Bésame mucho. Come crescere i vostri figli con amore- Carlos Gonzales (Coleman Ed)
E se poi prende il vizio?-Alessandra Bortolotti (Leone Verde)

Dott.ssa Silvia Gennari

Psicologa, Psicoterapeuta ad indirizzo sistemico relazionale

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