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Baby Blues: a casa dopo il parto, e poi?

Finalmente arriviamo a casa, piene di gioia, con il nostro bambino tra le braccia. Parenti e amici arrivano numerosi e partecipano alla nostra gioia di neo mamma e neo papà, ma man mano che passano i giorni le cose cambiano ed il clima si fa più pesante. Incominciamo a sentirci strane e gli sbalzi di umore si fanno sentire, complice la mancanza di sonno, il bambino che piange per le colichette o che sta perennemente attaccato al seno.Siamo confuse perché tutti ci dicono che dovremmo sentirci al settimo cielo, felici per l’arrivo del nostro piccolo, ed invece ci sentiamo a terra, stanche, irritabili e piene di senso di inadeguatezza.
Si chiama baby blues, succede a tutte o quasi (l’80% delle donne), ma ovviamente la mamma e la suocera, la zia e la vicina non se ne ricordano e quindi lo minimizzeranno. Loro lo chiamavano “pianto da latte” ma forse sono troppo lontane da quei momenti per ricordarsene. Incomincia qualche giorno dopo il parto e generalmente dura per due o tre settimane, risolvendosi spontaneamente. Non si tratta di una vera e propria depressione, ma se trascurato e sottovalutato può sfociare in una ben più grave depressione post partum.

L’esperienza del dare alla luce un bimbo è veramente intensa ed emozionante ed innesca tutta una serie di fattori che possono causare il baby blues:

  •  La fatica del parto e spesso anche della gravidanza necessita di un tempo di ripresa, per cui ci sentiamo stanche e spossate
  •  Gli ormoni della gravidanza cambiano e vengono sostituiti da quelli necessari  per produrre latte. Questa tempesta ormonale influisce anche sull’umore
  • Spesso il travaglio ed il parto non vanno come ci saremmo aspettate e quindi siamo deluse
  • Ci sentiamo grasse, goffe e fuori forma
  • Ci sentiamo incompetenti ed inadeguate di fronte a nuovi compiti come quello di accudire ed allattare il bambino
  • Dormiamo poco e male
  • Nonostante la fatica, la stanchezza ed i nuovi impegni dobbiamo anche ritornare alla gestione della casa e della famiglia.

La saggezza delle nostre nonne chiamava questo periodo “quarantena”.

Il puerperio o quarantena venivano considerati un momento in cui la donna doveva essere accudita, coccolata e nutrita, allo scopo di riprendersi dal parto ed adattarsi alla nuova situazione emotivamente e fisicamente. Le donne della famiglia si prendevano cura di lei e la facevano riposare, mangiare bene ed allattare; a tutto il resto pensavano le altre: cucinavano, lavavano, stiravano, si prendevano cura degli altri figli. La neo mamma aveva quindi tutto il tempo da dedicare al proprio bambino ed aveva la tranquillità per instaurare il legame di attaccamento con il proprio piccolo e per avviare l’allattamento senza stress. La stessa cosa avviene ancora oggi in molte culture, ma non nella nostra purtroppo.
Subito dopo il parto torniamo a casa e siamo sole. Nostro marito magari è già tornato al lavoro o lo fa dopo pochi giorni, la suocera e la mamma si fanno vedere, ma più che un aiuto pratico danno consigli non richiesti o vogliono stare con il bimbo.  Parenti ed amici fanno visita ma anche loro portano solo regalini per il neonato  e consigli.  Si aspettano di essere accolti a braccia aperte, mentre in realtà noi vorremmo stare a letto in pigiama tutto il giorno.
Come fare per superare questo momento di difficoltà al meglio?

  1. Chiedi a tuo marito di usufruire di permessi o ferie per starti vicino almeno durante la prima settimana a casa.
  2. Lascia che sia lui a fare da filtro per telefonate e visite. Se non hai voglia di parlare con nessuno e di ricevere i parenti, lui gentilmente dirà che il bambino dorme, o che stai allattando, rimandando la visita ad un momento più opportuno.
  3. Pianifica un aiuto domestico. Mamma e suocera invece che cullare il bambino e dare consigli devono semplificarti la vita e gestire praticamente la casa. Lascia che siano loro a lavare, stirare, fare la spesa, cucinare e portarti un pasto caldo. Se loro non ci sono o non lo fanno, non esitare a chiedere aiuto ad un’amica. Se anche questa latita e te lo puoi permettere, paga una donna che pensi alla casa ed alla spesa, ne guadagnerai in salute e serenità.
  4. Parla dei tuoi sentimenti e delle tue sensazioni con chi ti può capire, un’amica che ci è passata può essere utile. Se necessario vai al consultorio e parla con qualcuno lì. Comunque non tenerti tutto dentro, condividere queste sensazioni può aiutare ad alleggerirle.

Mamme Care è nata da un gruppo di mamme che si sono incontrate proprio in questo delicato periodo. Il sostegno delle altre mamme del gruppo ci è servito a superare i momenti difficili e di sconforto, a condividere gioie e dolori, paure e speranze.  È per questo che abbiamo deciso di diventare un’associazione, proprio per aiutare le altre mamme in difficoltà, per creare una rete di sostegno che si prenda cura di loro e del loro benessere.

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